Un aquilone è una vittima affidabile.
Lo ami perché strattona in modo abbastanza dolce
per farti capire che tu sei il padrone
e abbastanza forte
per farti capire che sei lo sciocco;
perché vive nella dolce aria eterea
come un falco addestrato
e perché puoi sempre tirarlo giù
e addomesticarlo dentro il tuo cassettone.
Un aquilone è un pesce che hai sempre preso
in una piscina in cui i pesci non entrano,
e così giochi con lui a lungo e con attenzione,
sperando che non ceda o che i venti non muoiano.
Un aquilone è l’ultima poesia che hai scritto,
e così lo affidi al vento, ma non lasciarlo fuggire
a meno che qualcuno non trovi per te qualcos’altro da fare.
Un aquilone è un contratto di gloria stipulato con il sole,
e così ti fai amici il campo, il fiume e il vento,
e per ciò hai pregato tutta la notte precedente
sotto una luna che vaga senza spago:
per renderti meritevole e poetico e puro.
(Leonard Cohen)
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