“Immagino che sia un alto tradimento, degno d’un uomo ingrato e ignorante e retrogrado e anti-intellettuale chiamare figlio d’una vacca un morto famoso come Felix Hoenniker. So benissimo che tutti lo credevano inoffensivo, gentile e sognatore, un tipo che non ha mai fatto male a una mosca, che non teneva al denaro, al potere, agli abiti eleganti, alle automobili e a tutto il resto, che non era come tutti noi, che era migliore di tutti noi, che era così innocente da essere in pratica un Gesù… tranne che non era Figlio di Dio…” Marvin Breed pensò che non fosse necessario completare il suo pensiero. Dovetti chiedergli di farlo. “Ma cosa?” disse. “Ma cosa?” Andò vicino a una finestra, a guardare il cancello del cimitero. “Ma cosa…” mormorò rivolto al cancello e al nevischio e alla tomba Hoenniker che si intravedeva, vagamente. “Ma,” disse “ma come diavolo può essere innocente un uomo che contribuisce alla creazione della bomba atomica? E come si può dire che un uomo era di animo buono, quando non si prendeva il disturbo di fare qualcosa mentre la donna più buona e più bella del mondo, sua moglie, moriva per mancanza di amore e di comprensione…” Rabbrividì. “Qualche volta mi domando se non era nato morto. Non ho mai incontrato un uomo che fosse meno interessato alla vita di lui. Qualche volta mi domando se non è per questo che il mondo va male: troppi individui, in alto, che sono morti e freddi come pietre”.
(Kurt Vonnegut)
(da: “Ghiaccio nove”)
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Dello stesso autore:
– Mattatoio nr.5 (recensione ed estratti)




