L’Odio è la botte delle pallide Danaidi;
la Vendetta invano, con le sue braccia rosse e forti,
precipita in fondo alle sue tenebre vuote
grandi secchi di sangue e lagrime dei morti:
il Diavolo fa buchi segreti a questi abissi
dai quali sfuggirebbero mille anni di sudori e di sforzi,
anche se essa sapesse rianimare le sue vittime e,
per spremerle ancora, risuscitare i loro corpi.
L’Odio è un ubbriaco in fondo ad una caverna,
che sente rinascergli la sete e via via moltiplicarglisi,
come l’idra di Lerna, dal liquido che ha ingurgitato.
Ma i bevitori felici sanno chi è il vincitore,
e l’Odio è condannato – lamentevole sorte –
a non potersi mai addormentare sotto la tavola.
(Charles Baudelaire)
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Dello stesso autore:
– Le chat
– La pipa
– I gufi
– Epigrafe per un libro condannato
– La musica




