Non chiedere, passante, ciò che fummo,
che siamo meno che nebbia e parole,
abbiamo grumi di terra per lacrime
che trasudano in fili di vapore.
Germinino acini di rancore
dal grembo sfatto della memoria
in un rigoglio acerbo
sui vostri campi e sulle vostre case:
sola ci scalda questa coltre nera
nel gelo marcio delle nostre notti:
l’ira insonne che vi divori il cuore,
o vivi: questo è l’unico tepore,
questa per noi la pace, questa sola
la giustizia dei martiri.
(Luca Grasselli)




