Concorso “Scrivi e vinci” in scadenza

premio-scrivi-e-vinciLa quinta edizione di Scrivi e vinci sta per giungere al termine. Scadrà alle 23:00 del 31 ottobre 2011, quindi invito chi volesse partecipare ad affrettarsi.

In palio c’è una copia della vecchia edizione del mio primo libro, L’oblio della ragione (Edizioni del Poggio).

Per tutte le informazioni, cliccate qui.

Buona scrittura a tutti!

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L’oblio della ragione (MGE) secondo i lettori

sito

La nuova edizione de L’oblio della ragione ha incontrato il favore dei lettori. Piace la nuova veste del libro, ma anche il racconto in più, Non guardarmi. Oggi vi propongo la recensione di una collega pubblicata sul suo blog.

Buona lettura!

Leggi la recensione

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Tu sarai un uomo

rudyard_kipling_by_sir_philip_burne-jones_1899Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro:”Tieni duro!”.
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è di più – sei un Uomo, figlio mio!

(Rudyard Kipling)

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Dello stesso autore:

La gobba del cammello

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Recensione de: “L’oblio della ragione” (Edizioni del Poggio)

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Anche le recensioni negative servono, non ci sono dubbi. Ne ho avute poche, nella mia carriera, almeno finora, ma non ho mai evitato di pubblicare i pareri dei lettori solo perché contenevano qualche commento negativo. Credo che alcune critiche siano costruttive, altre distruttive, ma sono convinta che servano entrambe. Fortificano, mettono alla prova la forza dello scrittore e la sua convinzione, mettono in discussione le certezze e rafforzano i propositi.

Dato che credo in tutto questo, oggi vi propongo di leggere una delle rare recensioni negative del mio primo libro: “L’oblio della ragione” (Edizioni del Poggio).

Dite la vostra, se vi va. Se invece siete curiosi di capire perché io abbia scelto di utilizzare nomi e ambientazione stranieri nel libro e non abbia provveduto a cambiare le cose neanche nella nuova edizione, vi invito a guardate il video della presentazione del 24 settembre 2011. Una delle domande dei relatori verteva proprio su questo.

Leggi la recensione negativa de “L’oblio della ragione” (Edizioni del Poggio)

Guarda il video della presentazione

 

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Il pavone e Giunone

pavone– Gran Dea, – (così si narra che un Pavone
dicesse, querelandosi, a Giunone), –
m’hai dato un canto ch’è una stonatura,
un canto vero orror della natura.

L’usignol, un così vile
uccellin, invece ha un canto,
che a sentirlo è un dolce incanto,
tanto è flebile e gentile -.

A lui Giunon, dei gangheri un po’ fuori,
così rispose: – E può nutrir nel seno
gelosa invidia per un usignolo
una bestia che par l’arcobaleno?
Tanto ricca di luci e di colori,
che sol pavoneggiandosi, dispiega
una coda sì splendida, ch’è meno
d’un orefice bella la bottega?
Non c’è bestia, allo stringere del conto,
che ti possa in beltà stare a confronto.

Fecer gli Dèi le bestie di maniera,
che ognuna avesse qualche qualità:
è leggier il falcon, l’aquila fiera,
a chi gran corpo, a chi valor si dà,
se l’uno o l’altra gracchia,
il Corvo serve pel cattivo augurio,
e pel tempo cattivo la Cornacchia.
Tu fa’ che a lamentarti più non t’oda,
o ti strappo le penne della coda -.

(Jean de La Fontaine)

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Dello stesso autore:

La volpe e l’uva
L’asino carico di spugne e l’asino carico di sale
L’ubriacone e la sua donna
Il leone e il topo
Il testamento interpretato da Esopo
Il lupo e il cane
Il corvo e la volpe

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Canzone d’autunno

rose-biancheOggi sento nel cuore
un vago tremore di stelle,
ma il mio sentiero si perde
nell’anima della nebbia.
La luce mi spezza le ali
e il dolore della mia tristezza
bagna i ricordi
alla fonte dell’idea.
Tutte le rose sono bianche,
bianche come la mia pena,
e non sono le rose bianche,
perché ci ha nevicato sopra.
Prima ci fu l’arcobaleno.
Nevica anche sulla mia anima.
La neve dell’anima ha
fiocchi di baci e di scene
che sono affondate nell’ombra
o nella luce di chi le pensa.
La neve cade dalle rose,
ma quella dell’anima resta
e l’artiglio degli anni
ne fa un sudario.
Si scioglierà la neve
quando moriremo?
O ci sarà altra neve
e altre rose più perfette?
Scenderà la pace su di noi
come c’insegna Cristo?
O non sarà mai possibile
la soluzione del problema?
E se l’amore c’inganna?
Chi animerà la nostra vita
se il crepuscolo ci sprofonda
nella vera scienza
del Bene che forse non esiste
e del Male che batte vicino?
Se la speranza si spegne
e ricomincia Babele
che torcia illuminerà
le strade della Terra?
Se l’azzurro è un sogno,
che ne sarà dell’innocenza?
Che ne sarà del cuore
se l’Amore non ha frecce?
Se la morte è la morte,
che ne sarà dei poeti
e delle cose addormentate
che più nessuno ricorda?
O sole della speranza!
Acqua chiara! Luna nuova!
Cuori dei bambini!
Anime rudi delle pietre!
Oggi sento nel cuore
un vago tremore di stelle
e tutte le rose sono
bianche come la mia pena.

(Federico Garcia Lorca)

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Dello stesso autore:

Elegia del silenzio
Lamento
L’ombra dell’anima mia
Indovinello della chitarra
Se le mie mani potessero sfogliare

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L’inventore di sogni

Ian McEwan - L'inventore di sogni“Le avventure inquietanti e rocambolesche di Peter Fortune, un bambino che sogna ad occhi aperti per sfuggire alla noia e alla normalità della vita” recita la quarta di copertina di quello che è considerato il libro più amato (e certamente il più letto) di Ian McEwan, autore di libri come Espiazione e Bambini nel tempo.

Ma L’inventore di sogni è più di quello che la quarta di copertina enuncia.
In che modo un bambino sano può affrontare le piccole grandi difficoltà della vita? Secondo McEwan può farlo sognando.
I sogni di Peter Fortune sono fantasiosi e pieni di dettagli. Li usa per sfuggire alla paura di fronte al bullo della scuola, ma anche al dolore per la morte dell’amato gatto domestico. Ogni suo sogno è un riequilibrare la realtà mantenendo serena la sua giovane vita.

Peter sogna, anche se pochi tra gli adulti che lo circondano capiscono i suoi momenti di assenza dalla realtà. Molti pensano che sia un po’ tardo o distratto e svogliato, ma Peter è solo perso nei propri pensieri solitari. La solitudine è per lui qualcosa di bello:

“Secondo lui, se si fosse sprecato un po’ meno tempo a stare insieme e a convincere gli altri a fare lo stesso, e se ne fosse dedicato un po’ di più a stare da soli e a pensare a chi siamo e chi potremo essere, allora il mondo sarebbe stato un posto migliore, magari anche senza le guerre”.

Questo libricino, adatto a bambini e ragazzi, oltre che all’onnivoro pubblico adulto, ci insegna come i sogni possano salvarci e la fantasia possa manipolare la realtà fino a renderla qualcosa di accettabile.

Una lettura interessante per idea e contenuto.

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Video della presentazione de “L’oblio della ragione” (24 settembre 2011)

Ecco a voi il video integrale della presentazione del 24 settembre 2011 alla libreria Ubik di Catanzaro Lido. Buona visione!

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Posticipata la scadenza della 5° Edizione di “Scrivi e vinci”

scrivi-e-vinciLa scadenza della 5° Edizione di “Scrivi e vinci”, partita il 31 agosto 2011, è stata posticipata al 31 ottobre 2011. Tutte le altre regole restano invariate. Di seguito il regolamento del concorso.

1. Le continuazioni dovranno essere inviate entro le 23:00 del 31 ottobre 2011.

2. Si può partecipare anche con più continuazioni.

3. La lunghezza massima della continuazione è di 10000 caratteri (cifra orientativa, spazi inclusi).

4. Il concorso è aperto a tutti, ma dato che il suo scopo è quello di diffondere “L’oblio della ragione”, chi l’ha già vinto durante una delle precedenti edizioni di “Scrivi e vinci” non potrà vincerlo una seconda volta. Potrà comunque partecipare. Le continuazioni migliori saranno segnalate.

5. Le continuazioni possono essere inviate via e-mail all’indirizzo: chiaravitetta1985@gmail.com, oppure pubblicate come commento a questo post.

6. Il vincitore sarà avvisato tramite un’e-mail inviata all’indirizzo che rilascerà al momento dell’inserimento del commento o, per chi invierà la propria continuazione in privato, all’indirizzo che indicherà.

7. Il 3 novembre verrà pubblicato un post con il racconto completo, composto dall’incipit proposto e dalla continuazione migliore tra quelle pervenute. Il racconto sarà successivamente inserito nella pagina dedicata a “Scrivi e Vinci”.

8. Il vincitore si aggiudicherà una copia de: “L’oblio della ragione – Racconti di inevitabile follia”. Il libro arriverà direttamente a casa del vincitore, con autografo e dedica. Le spese di spedizione saranno a mio carico.

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Essere scrittori in Italia è difficile, e gli scrittori emergenti hanno bisogno di fiducia da parte dei lettori. Partecipare a questo concorso significa impiegare del tempo e fare un po’ di fatica, e questo è un modo come un altro per guadagnarsi un libro. Insomma, è come pagarlo, se ci pensate. Il pagamento che vi chiedo ha più valore del denaro: è il vostro tempo ed è il coraggio di mettersi in gioco. Ricordate che scrivere deve essere per prima cosa un piacere. Divertitevi!

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Il tassista

L’aereo era atterrato con quaranta minuti di ritardo, quello ero stato il guaio. Da lì in poi, tutto era precipitato in un vortice di pericolose coincidenze, fino a portare Monica nel taxi sbagliato al momento sbagliato.
Quarantadue anni e una vita altalenante: metà sconfitte, metà successi, due terzi di disonestà, un terzo di onestà, molta fortuna e poche cose davvero guadagnate. Con una vita così, non avrebbe mai potuto esimersi dall’avere una considerevole quantità di nemici. Fino a quel momento, comunque, nessuno di loro si era rivelato davvero pericoloso e Monica aveva potuto seguire il corso della sua vita senza particolari scossoni.
Salì sul primo taxi che vide maledicendo il tempo e se stessa. Il primo aveva la colpa di essere piovoso, la seconda quella di aver dimenticato l’ombrello, cosa imperdonabile per una viaggiatrice abituale come lei. Cercando di districare con le dita i capelli annodati dalla pioggia e dal vento, sedette sul sedile tirandosi dietro la ventiquattrore e chiuse lo sportello sbattendolo troppo forte.
«Piazza Matteotti» ordinò.
Era l’indirizzo del suo albergo, dove oltre ad aver prenotato una stanza per la notte, aveva fissato l’appuntamento con il cliente.
Era sempre il lavoro a spingerla a viaggiare. Odiava quelle trasferte obbligate, quegli scomodi spostamenti in città che non le piacevano affatto. Voleva solo parlare con il cliente, convincerlo a firmare il contratto e poi dormire qualche ora e ripartire il mattino seguente lasciandosi alle spalle l’ennesimo viaggio. I capelli erano bagnati, annodati e spettinati, il che la faceva innervosire ulteriormente. Era già in ritardo, eppure sarebbe stata costretta a far aspettare ancora il cliente per darsi una sistemata. Non poteva certo presentarsi da lui in quelle condizioni! Smise di tormentarsi i capelli e guardò fuori dal finestrino.
Le città di notte sono tutte più belle, ma ai suoi occhi nulla appariva meno che brutto in quel posto maledetto. Per lei quella era la città più brutta del mondo. Era avvenuto qualcosa, una decina di anni prima, su quelle strade che si dipanavano tra grattacieli e antichi edifici. Monica aveva cercato di rimuovere il ricordo dalla sua mente, ma era riuscita soltanto a farlo scivolare dentro di sé, in un luogo remoto in cui guardava di rado. Pensava poco all’episodio in sé, ma la sensazione di aver fatto qualcosa di irrimediabile e sbagliato rimaneva, pesante e ingombrante come un macigno.
Non le era mai passato per la mente di chiedere scusa o rimediare al torto, il suo egoismo la spingeva soltanto a salvarsi la pelle e ad uscire da una scomoda situazione. Per dieci lunghi anni l’aveva fatta franca, ma ogni cosa è destinata a cambiare, prima o poi.
Anche se non sempre la giustizia è di questo mondo, a volte le coincidenze sembrano rimediare cospirando contro i colpevoli. Ad un tratto Monica si rese conto, guardando fuori dal finestrino, che la strada che il tassista stava percorrendo era quella sbagliata. Una strada isolata che non aveva mai percorso si snodava davanti al taxi e proseguiva nel buio per chissà quanti chilometri. Monica restò per un momento interdetta, poi chiese, stupita:
«Dove stiamo andando?».
Il tassista non rispose e continuò a guidare tranquillo come se niente fosse.
Era buio e Monica non vedeva bene il viso dell’uomo. Si sporse tra i sedili verso di lui per vederlo bene e toccargli una spalla per richiamare la sua attenzione. Forse non aveva sentito la domanda?
In quel momento l’uomo sterzò bruscamente e si fermò sul ciglio di una strada che passava tra il nulla e il niente.
Monica si spaventò, ma non ebbe il tempo di avere alcuna reazione. Il tassista tolse le mani dal volante, si girò verso di lei e disse:
«Non abbiamo un conto in sospeso, io e lei?».
Monica restò senza fiato. Possibile che fosse proprio lui? In quel momento tutto ciò che per dieci anni aveva cercato di dimenticare le tornò in mente nei minimi dettagli. Nonostante la grave colpa di cui si era macchiata e per cui avrebbe dovuto rendere conto all’uomo che le stava di fronte e che aveva sperato di non vedere mai più in tutta la sua vita, il pensiero che le attraversò la mente in quel momento fu solo Il cliente andrà via senza aspettarmi. Non firmerà il contratto ed io perderò il lavoro. Solo di questo riusciva a preoccuparsi, eppure in quel momento aveva qualcosa di ben più urgente a cui pensare.

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Continuate la storia e concludetela. Buona scrittura a tutti!

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Leggi il racconto completo

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Presentazione de “L’oblio della ragione” (Meligrana Editore)

loblio-della-ragione-meligrana-editoreSabato 24 settembre, alle 21:30, alla Libreria Ubik di Catanzaro Lido, si terrà la prima presentazione della nuova edizione de L’oblio della ragione – Racconti di inevitabile follia.

La nuova edizione è stata pubblicata da Meligrana Editore e arricchita da un terzo racconto.

Questa la quarta di copertina:

“Il dolore, la violenza e la disperazione possono spingere chiunque sull’orlo dell’abisso. Oltre l’abisso, il buio, e nel buio un’inevitabile follia.
È nel buio che si perdono i protagonisti di “Giustizia”, “Non guardarmi” e “Blackout”, tre storie di violenza, dolore e disperazione. Matt è un giovane condannato a morte. Ha compiuto un terribile delitto di cui si rifiuta di spiegare le ragioni e la sua vita ha da tempo perso ogni senso.
Sarah è una donna adulta che si ammala all’improvviso. Gli occhi pieni di pietà di chi la osserva diventano presto un’ossessione terribile, capace persino di far passare in secondo piano la malattia che la affligge.
Mike è un padre che ama smisuratamente il figlio di cinque anni. Per questo amore immenso che è l’unica cosa che dà un senso alla sua vita è disposto a tutto, anche a distruggere la sua stessa esistenza.
Sovrastati dal dolore, sopraffatti dagli eventi, spinti dalla vita verso un terribile destino, i protagonisti di queste storie vedranno la ragione scivolare lentamente nell’oblio in favore di una follia devastante.
Tre storie terribili viste attraverso i protagonisti, nella cui testa il lettore può leggere i pensieri e le angosce, le paure e i tormenti; tre storie che dimostrano come anche nella mente più sana possa calare il buio della follia.”

Siete tutti invitati alla presentazione. Sarà una buona occasione per sentir parlare non solo del libro, ma anche di editoria e piccole case editrici.

Vi aspetto!

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Leggi l’anteprima del libro

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