Memorie di una geisha (2)

memorie di una geisha 2“Fino a che punto gli umani siano civilizzati ce lo dice il fatto che una ragazza possa restare seduta a permettere a un adulto di incerarle i capelli senza protestare e limitandosi soltanto a gemere sottovoce. Se vi venisse in mente di sottoporre un cane ad un simile trattamento, vi morderebbe la mano in modo tale da perforarla da parte a parte”.

“Le speranze sono come gli ornamenti per capelli. Le ragazze vogliono mettersene troppi, ma quando diventano vecchie, anche uno solo le fa sembrare ridicole”.

“Di tanto in tanto il nipote degli Arashino, Juntaro, piangeva per la fame ed era allora che il signor Arashino decideva di vendere un kimono della sua collezione. Era quella che noi giapponesi chiamavamo «l’esistenza-cipolla»: pelare uno strato alla volta e continuare a piangere per tutto il tempo”.

“Le avversità possono essere superate solo immaginando come sarebbe il mondo se i nostri sogni finalmente si avverassero”.

(da: “Memorie di una geisha”, di Arthur Golden)

_________________________________

Leggi la recensione di Memorie di una geisha cliccando QUI.

Posted in Estratti e citazioni | Tagged , , , , , , , , , , , | Leave a comment

Memorie di una geisha

memorie di una geishaMemorie di una geisha, romanzo di Arthur Golden del 1997 è, appunto, un romanzo. Se ci si distrae solo un momento durante la lettura delle prime pagine del libro, si rischia di cadere nell’errore di credere che la storia sia vera, cosa che è molto lontana dalla verità.

Una Nota del curatore apre il libro, e in due o tre pagine viene spiegato che Sayuri Nitta è esistita davvero e che ha deciso di raccontare la sua straordinaria (nel senso di “fuori dall’ordinario”) vita ad un amico studioso di storia giapponese. Ci dice che Sayuri ha acconsentito a raccontare ogni cosa purché la storia venisse pubblicata dopo la sua morte e quella di tutti i personaggi nominati nel libro. Molto affascinante tutto quello che leggiamo in questa nota, tanto da darci una visione particolare della storia. In realtà anche questa parte è inventata, però non risulta affatto chiaro. Visto che non sono l’unica ad essere incappata in questo errore e visto anche che leggo ogni libro con molta attenzione, presumo che l’errore ci sia, e che un po’ di chiarezza in più avrebbe fatto solo bene. Questo difetto è la prima cosa che mi viene in mente pensando a questo libro, il che non è bello.

Proseguendo con i difetti, c’è da dire che i personaggi sono poco realistici, spesso troppo cattivi o troppo buoni, troppo fortunati o troppo sfortunati; insomma, risultano finti. Mi sono trovata davvero tante volte ad aggrottare la fronte e lottare contro la perplessità. Mi dicevo: “Ma dai, sul serio è andata così? Mah…!”. Tutto questo a maggior ragione se considerate che credevo che la storia fosse vera. Arrivata a fine libro, leggendo i ringraziamenti tutto è stato più chiaro.

Pare che Arthur Golden sia stato aiutato da una geisha nella ricostruzione di molti aspetti del libro, ma che si sia preso anche notevoli libertà nella costruzione del romanzo. La caratterizzazione dei personaggi per me è molto importante in una storia, perciò è un difetto non da poco, ma nonostante questo il libro mi è piaciuto. L’affascinante mondo delle geishe e le diversità del mondo orientale rispetto a quello occidentale hanno reso la lettura piacevole, anche se lenta nella prima metà del libro.

La storia è molto interessante e ricca di avvenimenti, ma spesso poco realistica nell’intreccio degli eventi. Spesso si ha proprio la sensazione che un certo fatto sia accaduto solo perché così serviva allo scrittore, e sopratutto che certe coincidenze nel mondo reale non si verifichino quasi mai. Non così tante tutte in una vita, comunque.

In conclusione ritengo che questo non sia un gran libro, ma un libro buono, sì. Certo è anche uno dei rari casi in cui il film tratto dal romanzo è migliore del libro, e di molto. Un bellissimo film, di cui avrò occasione di parlare, un giorno o l’altro. Nel frattempo non vi consiglio né vi sconsiglio il libro: resto al centro, come faccio davvero di rado. Posso sempre consigliarvi di leggere, però, tutto quello che vi capita tra le mani… Beh, quasi tutto, dai! Magari lasciate perdere Moccia e preferite, ad esempio, il libro di un’esordiente! 😉

Buona lettura!

_____________________________

Leggi degli estratti da Memorie di una geisha cliccando QUI.

Posted in Recensioni di Libri | Tagged , , , , | 10 Comments

Un bentornato e un indovinello

welcome

Ragazzi, sono tornata!
La mia rigenerante vacanza è finita da poche ore, e subito mi sono precipitata da voi. Mi auguro proprio che le vostre vacanze siano state almeno belle la metà di quanto lo sono state le mie. Spero anche che le vostre letture estive siano state azzeccate (come le mie) e che vi apprestiate a riprendere la vita di tutti i giorni avendo l’energia e la voglia di rendere speciale la routine per almeno un terzo del tempo totale. Ho molta roba per voi, tutta accumulata nel corso di una settimana di lettura e visione di film, di pensieri e relax che mi hanno permesso di riordinare le idee e sgombrare la mente dal superfluo. Aspettatevi dei bei post nei prossimi giorni, e nell’attesa eccovi invece un indovinello tratto da una delle mie letture estive di quest’anno: Momo di Michael Ende. L’indovinello è molto semplice, sono certa che lo indovinerete tutti appena lette le prime righe, ma mi sembrava un modo carino per dirvi che per me è un piacere essere tornata a condividere con voi le mie passioni e i miei pensieri.

Buon indovinello e buona navigazione a tutti!

______________________________

In una casa ci stan tre fratellimomo
che a volte son brutti e a volte son belli.
Essi sono realmente
l’uno dall’altro differente.
Ma se a distinguerli tu proverai,
uguali identici li troverai.
Il primo non c’è perché sta giungendo.
Il secondo non c’è perché sta uscendo.
C’è solo il terzo, il minore dei tre,
ma non ci sono gli altri se il terzo non c’è.
E questo terzo su cui mi diffondo
esiste solo perché nel secondo
il primo si trasforma, moribondo.
Se poi guardare tu lo vorrai,
uno degli altri fratelli vedrai.
Dimmi, bambina, i tre sono uno?
o solo due? oppure nessuno?
Se il loro nome tu troverai,
tre grandi sovrani ravviserai.
Essi governano insieme un gran regno
e loro stessi son il gran regno
e sono uguali dentro il gran regno.

(tratto da: “Momo” di Michael Ende)

__________________________

Dello stesso autore:

Lo specchio nello specchio (recensione)
Le passioni umane (estratto da La storia infinita)
La notte dei desideri (recensione ed estratti)

Posted in Estratti e citazioni | 5 Comments

Chiuso per ferie

buonevacanzeSalve naviganti,

sono riuscita a scrivere un post anche da Bonn, dove sono stata in vacanza all’inizio di agosto. Sette giorni molto belli, ma il riposo assoluto era lontano… Ora lo merito proprio, dopo un anno intenso e a volte difficile.

Vi lascio sperando che la vostra sia stata una magnifica e riposante estate e che la mia vacanza in totale relax (che sta proprio per cominciare) sia fonte di nuove idee, di un nuovo romanzo, di tanti libri letti e di molta allegria.

A settembre sarò di nuovo qui, con il piacere di ritrovare gli affezionati e la speranza di guadagnare nuovi visitatori.

Buone vacanze!

Posted in Comunicazioni ed eventi | 7 Comments

Scrittura Informa

scrittura informa

Eccovi un’altra recensione de: “L’oblio della ragione”.

Buona lettura e sopratutto buone vacanze a tutti! 🙂

http://scritturainforma.wordpress.com/2009/08/15/loblio-della-ragione/

Posted in Mestiere esordiente | Tagged , , , , , | Leave a comment

Solo e pensoso i più deserti campi

solo e pensoso i più deserti campiSolo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l’arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti di alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:

sì ch’io mi credo ormai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch’Amor non venga sempre
ragionando meco, ed io con lui.

(Francesco Petrarca)

Posted in Poesie | 2 Comments

La mia poesia

alda merini2La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario.
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnananna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.

(Alda Merini)
_________________________________

Della stessa autrice:

– Le più belle poesie
– Il dottore
Quando gli innamorati si parlano
– Le parole di Aronne
I poeti lavorano di notte

Posted in Poesie | Tagged , , , , | 7 Comments

Il castello di Eymerich

il castello di eymerichNel mio fermo intento di conoscere qualche scrittore italiano contemporaneo e seguendo il consiglio di un amico (che ringrazio), mi sono trovata di recente ad immergermi tra le pagine di un libro di Valerio Evangelisti.

Il castello di Eymerich è un libro del 2001, settimo del “ciclo di Nicolas Eymerich”. Non si tratta di libri dipendenti l’uno dall’altro, ma di storie indipendenti, che per gli appassionati svelano collegamenti vari relativi alla vita dell’ormai famoso inquisitore.

Nicolas Eymerich, inquisitore generale d’Aragona, è un personaggio inventato, ma ispirato dalla figura di un uomo realmente esistito (vissuto nel XIV secolo), stesso nome e “mestiere” del personaggio letterario. Evangelisti ha creato su questo nome e questo ruolo tutto un mondo.

Apprezzando le qualità narrative e la forme molto pulite di cui Evangelisti si avvale usando davvero bene la lingua italiana, non ho tralasciato di notare l’ottimo modo di inserire in un contesto romanzato le conoscenze storiche. Molto interessante la storia, anche se il vero punto di forza di questo libro è proprio Eymerich. Crudele, freddo, manipolatore, rigido nelle sue idee ma con qualche contraddizione interna, tipica degli individui che si agitano nella vita reale, Eymerich può apparire esagerato, tanto cattivo da rasentare la finzione e riposizionarsi nella storia come personaggio inventato; finto, insomma. Secondo questa idea, il libro perderebbe in realismo, cosa che per molti (e anche per me) è un difetto. In realtà penso ci sia solo da considerare che individui del genere esistono, sono esistiti ed esisteranno sempre, sono solo rari. E sono gli eccessi ad affascinare molti, me compresa. Ci si chiede il perché dei troppo, dei pochissimo, dei nulla e dei tutto, non delle vie di mezzo. Insomma Evangelisti ha giustamente creato un personaggio che di vie di mezzo ha poco o nulla.

Vi consiglio questo libro, di cui l’unica nota negativa è stata, per il mio personale gusto, un finale che non mi ha convinta, ma che non è comunque bastato a farmi diminuire più di tanto l’apprezzamento per un buon libro.

Ve lo consiglio, e vi lascio con due citazioni. Buona lettura!

__________________________

“Eymerich nutriva un’avversione innata per gli assembramenti della canaglia. Ai suoi occhi, tanti corpi riuniti finivano per formare una sorta di bestia collettiva, obbediente a impulsi irrazionali che si imponevano alle singole membra e ne annullavano la volontà autonoma. Naturalmente, tutto ciò cambiava se lo stuolo era dominato da un’intelligenza lucida e determinata. Lui stesso aveva molte volte manipolato masse di persone per fini ignoti ai più, ma chiari alla sua coscienza. Guai, però, se il branco era privo di mente. Se ne formava una propria, barbara e imprevedibile”.

“Non c’è potere che non sia tirannico e non c’è tiranno che segua altro che la propria convenienza”.

(Valerio Evangelisti)
(da: “Il castello di Eymerich”)

Posted in Estratti e citazioni, Recensioni di Libri | Tagged , , , , , , , , | 2 Comments

La luna è tramontata

la luna è tramontataHo avuto già modo di saggiare la bravura di John Steinbeck, uno scrittore davvero magistrale. Ho semplicemente adorato Furore, che è uno dei libri più belli che abbia mai letto. Steinbeck è ufficialmente uno dei miei scrittori preferiti, per cui continuo a scegliere e leggere i suoi libri. Pochi giorni fa è stata la volta di La luna è tramontata.

Il romanzo, scritto nel 1942, narra una storia simile ad un episodio realmente accaduto. Durante la seconda guerra mondiale, in Norvegia ci fu un singolare episodio di resistenza da parte del popolo contro l’invasione nazista.

Steinbeck sa bene cosa sia la guerra, e si legge tra le righe del libro, ma la cosa più importante è che sa cos’è la guerra nel cuore degli uomini, nelle loro vite normali, nella loro testa.

In poco più di cento pagine racconta una storia di coraggio e dignità il cui fulcro è costituito dalle persone e dai loro sentimenti, sia dalla parte di chi occupa, che dalla parte di chi è occupato. Bellissime, poi, le descrizioni dei personaggi, che Steinbeck sa caratterizzare perfettamente e non senza un filo di ironia. Ve ne propongo un paio perché trovo che siano un piacere per chiunque ami leggere, ma anche una lezione per chi vuole imparare a descrivere bene i personaggi, se ama questo stile. Io mi auguro di imparare da uno scrittore così bravo, e di certo continuerò a leggere i suoi libri. Per ora posso consigliarvi tutti quelli che ho letto: La luna è tramontata, Furore, Pian della Tortilla, La battaglia, I pascoli del cielo, Uomini e topi, Al Dio sconosciuto; ma sono certa che anche scegliendo a caso, sceglierete bene.

Buona lettura!

_____________________________

“C’era il maggiore Hunter, un ometto meticoloso dedito alle cifre, un ometto che, essendo un tipo sul quale si poteva fare affidamento, considerava tutti gli altri uomini o come gente su cui si poteva fare affidamento o come del tutto inadatta a vivere. Il maggiore Hunter era ingegnere, e solo in caso di guerra si poteva pensare di dargli il comando di altri uomini. Perché il maggiore Hunter allineava i suoi uomini in colonna come cifre e li aggiungeva, li sottraeva, li moltiplicava. Più che un matematico, era un aritmetico. Nulla dello humour, della musica, o del misticismo della matematica superiore gli era mai entrato in testa. Gli uomini potevano variare in altezza, in peso, in colore, così come 6 è diverso da 8, ma c’era ben poca altra differenza. S’era sposato parecchie volte e non aveva mai capito perché le sue mogli, prima di piantarlo, fossero sempre divenute molto nervose”.

“Loft era capitano quanto più si può esserlo. Viveva e respirava il suo capitanato. Non aveva momenti non militari. Un’ambizione intensa lo spingeva di grado in grado. Saliva come la crema alla superficie del latte. Batteva i tacchi con la perfezione di un ballerino. Conosceva ogni specie di cortesia militare e non trascurava di usarle tutte. I generali avevano paura di lui perché ne sapeva, sul modo di comportarsi di un militare, più di loro. Il capitano Loft pensava e credeva fermamente che un soldato sia il più elevato sviluppo di vita animale. Se pensava a Dio, Lo considerava un vecchio e onorato generale, grigio e in pensione, che viveva di ricordi di battaglie e portava corone sulle tombe dei suoi luogotenenti parecchie volte all’anno. Il capitano Loft riteneva che tutte le donne s’innamorassero di un’uniforme e non vedeva come come poteva essere diversamente. Nel corso normale degli eventi egli sarebbe stato generale di brigata a quarantacinque anni e avrebbe avuto la fotografia pubblicata sui giornali illustrati, tra pallide e alte donne mascoline dai capelli di trina, pittorici”.

(John Steinbeck)
(da: “La luna è tramontata”)

______________________________________

Dello stesso autore:

Furore (recensione ed estratti)
– La prova di un’esistenza (estratto da “Al dio sconosciuto”)
L’ebbrezza dei venti (estratto da: “La Santa Rossa”)
L’insoddisfazione (estratto da “Quel fantastico giovedì”)

Posted in Estratti e citazioni, Recensioni di Libri | Tagged , , , , , , , | 9 Comments

Colla

collaSalvo rare eccezioni, pubblico sempre estratti di libri che mi sono piaciuti. Colla, di Irvine Welsh, rientra proprio tra le eccezioni. Welsh è un autore che non amo e che credo non amerò mai. Esprime qualcosa che io non provo, descrive una vita che non mi piace, racconta scelte che non condivido. Nonostante questo, in tutti i libri (beh, quasi in tutti!) trovo qualcosa di buono. Se quello che l’autore voleva esprime in Colla è la difficoltà di muoversi nel mondo e di gestire la vita per alcune generazioni, il messaggio mi è arrivato. Ho molto apprezzato, poi, la struttura del romanzo.

La vita di quattro persone viene narrata in quattro blocchi, quattro decenni durante i quasi l’autore ci fa vedere come questi personaggi crescono, mutano, arrancano e tentano di vivere alla meno peggio. Quattro ragazzi “incollati” per quarant’anni da un affetto strano, da rapporti a volte quasi malati, sporcati da scorrettezze travestite da amicizia. Restano comunque insieme, mantengono i rapporti per quarant’anni e quando si raggiungono le ultime pagine, viene da pensare che si frequenteranno ancora a nostra insaputa. Un libri interessante, anche se non adatto a me. Nota positiva, poi, la capacità di Welsh di raccontare con realismo e crudezza un certo tipo di vita.

Non mi sento di consigliarlo né di sconsigliarlo: dipende molto dai gusti personali. Vi lascio con due citazioni e vi auguro buona lettura, che sia di Welsh o di chiunque altro il libro sul vostro comodino.

___________________________

“Ho continuato a ripetermi che questo era solo un giorno in più e la notte sarebbe stata solo una notte in più, in una danza lunga e oscura di giorni e notti, che si allungava fin dentro all’ignoto, molto più in là di dove l’occhio può vedere. La mia vita continuerà, mi sono detto, e forse anche un bel po’. Al contrario che essere un pensiero consolante, il terrore di questo quasi ha stritolato quel poco che mi restava dentro. Forse sarebbe anche continuata, ma migliorata no di sicuro. Tu non lo sai che ancora è la speranza finché non capisci che se n’è proprio andata. Sei sventrato, sbudellato e ti sembra di non essere più di questo mondo. Come se non hai più una massa che ti tiene appoggiato alla terra. La realtà si disintegra, la tua visione diventa una panoramica spampanata, seguita da una concentrazione atroce su quello che è estremo e materiale. Ti attaccheresti a qualunque roba, per stupida che sia, che sembra ti dà una risposta: cercando a tutti i costi di trovare dentro del significato”.

“Se sei su di morale, o sei giù, ricorda che nessuna cosa bella o brutta dura in eterno, e oggi è l’inizio del resto della tua vita”.

(Irvine Welsh)
(da: “Colla”)

Posted in Estratti e citazioni, Recensioni di Libri | Tagged , , , , , , , , , | 5 Comments