Intervista su Pausalibro.it

pausalibroSalve naviganti,

vi segnalo un’altra intervista, anche se con un po’ di ritardo. Ho risposta ad alcune domande interessanti su un bel sito di recensioni, interviste e altro.  Eccovi il link:

http://www.pausalibro.it/modules/interviste/item.php?itemid=14

Ringrazio Claudio (per la disponibilità), e tutti quelli che impiegheranno il loro prezioso tempo per leggere l’intervista.  Siamo tutti molti impegnati al giorno d’oggi, quindi a maggior ragione apprezzo l’interesse che tutti voi dimostrate per me. 🙂 Grazie!!!

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Mercedes

Il conte di Montecristo“«Mercedes!» ripetè Montecristo «Mercedes! Ebbene, sì, voi avete ragione, questo nome è dolce ancora da pronunciare, ed ecco la prima volta, dopo lunghi anni, che risuona chiaro sulle mie labbra. Ah, Mercedes! Il vostro nome io l’ho pronunciato coi sospiri della malinconia, coi gemiti del dolore, colla rabbia della disperazione; l’ho pronunciato gelido per il freddo, attrappito sulla paglia della mia cella; l’ho pronunciato divorato dal caldo, l’ho pronunciato rotolandomi sul pavimento del carcere. Mercedes, bisogna che ch’io mi vendichi; perché ho sofferto per quattordici anni: per quattordici anni ho pianto, ho maledetto. Ora, io ve lo ripeto, Mercedes, bisogna che io mi vendichi”» E il conte di Montecristo, temendo di cedere alle lacrime di quella donna che aveva amato tanto, chiamava in soccorso del suo odio i ricordi del passato”.

“Non supporrete che, oltraggiato pubblicamente in faccia a tutto un teatro in presenza dei vostri amici e di quelli di vostro figlio, provocato da un giovanetto che si glorierebbe del mio perdono come di una vittoria, voi non supporrete già, dicevo, ch’io sia disposto a vivere un solo momento. Ciò che ho amato di più, dopo di voi, Mercedes, è me stesso, vale a dire la mia dignità, quella forza che mi rendeva superiore agli altri uomini, quella forza ch’era la mia vita. Con una parola, voi la rompete. Io muoio”.

(Alexandre Dumas padre)
(da: “Il conte di Montecristo”)

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Dello stesso autore:

Il conte di Montecristo
Georges
I tre moschettieri
Addio Parigi!

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L’arte (2)

oscar wilde 2“L’arte comincia con la decorazione astratta, con opere puramente fantasiose e piacevoli trattanti quanto è irreale e inesistente. Questo è il primo stadio. Quindi la vita, affascinata da questo nuovo prodigio, domanda di essere ammessa nel cerchio incantato. L’arte prende la vita come parte del proprio materiale grezzo, la ricrea, e la rimodella in forme nuove, è assolutamente indifferenti al fatto, inventa, immagina, sogna, e mantiene fra sé stessa e la realtà la barriera impenetrabile del bello stile, del trattamento decorativo ideale.  Il terzo stadio è quando la vita ha il sopravvento, e scaccia via l’arte, nel deserto. Questa è la vera decadenza, ed è di questo che soffriamo oggi”.

“Guardare una cosa è molto diverso dal vederla. Non si vede niente finché non se ne è vista la bellezza. Allora, e soltanto allora, la  cosa comincia a esistere”.

(Oscar Wilde)
(da: “La decadenza della menzogna”)

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Dello stesso autore:

– L’arte
– Vita nuova
– Se non avessimo amato

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Questa storia

Questa storia

“Il talento vero è possedere le risposte quando ancora non esistono le domande.”

“Se ami qualcuno che ti ama, non smascherare mai i suoi sogni. Il più grande, e illogico, sei tu.”

“Non potei fare a meno di pensare a tutti coloro che la guerra aveva continuato a uccidere dopo che le armi avevano cessato di sparare. Era come un animale che si era portato le proprie vittime nell’oscuro della tana, e adesso le divorava con calma, tenendole vive più a lungo possibile, per conservare il tepore della carne viva. In un certo senso potrei annoverarmi tra le fila di queste sfortunate prede, visto come la guerra si è rosicchiata i miei anni ultimi, sottraendoli alle giuste occupazioni del tempo di pace. Ma non intendo attribuirmi crediti con la sorte che non posso vantare: è per mia volontà che ho disertato la vita, condannandomi per anni a morire la morte di mio figlio, nell’intento di capirla, o forse di tenerla accanto a me, semplicemente. Non c’è eroismo nelle pene che ci si infligge da soli, né sono pene, in verità, ma imperscrutabili piaceri.”

“Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesci a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana”.

(Alessandro Baricco)
(da: “Questa storia”)

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Dello stesso autore

Oceano mare

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La casa del buio

la casa del buio“Che momento straordinario: ride e si asciuga le lacrime. Si sente lacerato: bellezza e terrore, bellezza e dolore… Non c’è scampo da questa dicotomia… Esausto, nervoso, Jack non può impedirsi di pensare alla sostanziale fragilità del mondo, al suo costante, inarrestabile avanzare verso la morte, quel movimento che è alla radice di tutti i significati della vita. Vedi tutta questa bellezza che ti blocca il cuore? Guardala bene, perché tra un momento il tuo cuore si bloccherà.”

“Vivi il presente, lascia che il passato giaccia nella sua tomba; tira su la testa, non calpestare le pozzanghere; non fare dei tuo amici degli psicoterapeuti.”

“Se i desideri fossero cavalli, i mendicanti non andrebbero a piedi.”

“Si può esprimere la proprietà di un oggetto solo nei termini della tua capacità di rinunciarvi.”

(Stephen King e Peter Straub)
(da: “La casa del buio”)

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Dello stesso autore:

The Dome (recensione)
Ossessione (recensione ed estratti)
Buick 8 (estratti)
La metà oscura (recensione ed estratti)
Incubo (estratto da: “Mucchio d’ossa”)
Gli orrori del nucleare (estratti da: “Tommyknockers – Le creature del buio”)
A volte ritornano (recensione ed estratti)
Fantasmi (estratto da: “La sfera del buio”)

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Addio Parigi!

addio parigi“La notte sfavillava di stelle. Erano in cima alla salita di Villejuif, sulla spianata da dove si vede Parigi che, come tetro mare, agita i suoi milioni di lumi che sembrano tutti fosforescenti, più numerosi e mobili di quelli dell’oceano, che non conoscono bonaccia, che si urtano sempre, e sempre s’infrangono, e sempre s’inghiottono fra loro. Il conte scese e fece qualche passo, solo, e dopo un cenno della mano, la carrozza si scostò di qualche metro. Allora considerò lungamente, e con le braccia incrociate, quella fornace in cui vengono a fondersi, a torcersi tante di quelle idee che dopo essere fermentate nel magma incandescente, sprizzano per andare ad agitare il mondo. Quindi allorché ebbe ben fissato il suo sguardo possente sopra quella nuova Babilonia:

«Grande città!» mormorò, chinando la testa e congiungendo le mani come pregando. «Non sono ancora sei mesi che ho oltrepassato le tue porte. Lo spirito della Provvidenza che credevo mi vi avesse condotto, ora me ne allontana trionfante. Il segreto della mia presenza fra le tue mura l’ho confidato soltanto a Dio, che solo ha potuto leggere nel mio cuore, solo sa che mi ritiro senza odio, né orgoglio, ma non senza dispiacere, solo sa che non ho fatto uso né per me, né per vane cause, del potere di cui mi hai fornito. Oh gran città! Nel tuo seno palpitante ritrovai ciò che cercavo, minatore paziente, ho rimescolato le tue viscere per farne sortire il male; ora la mia opera è compiuta, quella che ho creduto mia missione è terminata, ora tu non puoi più offrirmi né gioia, né dolori: addio Parigi! addio!»
E volse lo sguardo ancora sulla vasta pianura, come quello di un genio notturno, quindi, passando la mano sulla fronte, risalì nella carrozza che si chiuse dietro di lui, e disparve ben presto dall’altra parte della salita in un nugolo di polvere”.

(Alexandre Dumas)
(tratto da: “Il conte di Montecristo”)

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Dello stesso autore:

Il conte di Montecristo
Georges
Mercedes
I tre moschettieri

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Il giovane Holden

Il giovane holdenForse non sono la persona adatta per giudicare un libro come questo. Che abbia venduto 65 milioni di copie non cambia il mio giudizio, né che molti lo considerino un capolavoro della letteratura americana. Ma, ripeto, forse non sono la persona adatta, magari non fidatevi troppo del mio parere, ecco.

I vari romanzi che narrano delle poco interessanti vicende dell’adolescente medio del suo tempo, non mi sono mai piaciuti. Che si tratti di Holden Caulfield, o degli eterni adolescenti di Colla (Irvine Welsh), o dei patetici ragazzetti di Tre metri sopra il cielo (Federico Moccia) poco importa. Non so voi, miei cari affezionati visitatori, ma per me leggere un libro in linguaggio giovanile è un dramma. I personaggi di questi librucoli ripetono certi termini o frasi ogni due parole pronunciate, tanto che i vari “maledetto”, “stramaledetto”, “vattelappesca” e simili presenti in questo libro, suonano ancora nella mia povera testa come un’orrenda cacofonia. Uno strazio, sul serio! Poi onestamente non vedo la parte interessante della storia. Abbiamo questo sedicenne, Holden Caulfield, che viene espulso dalla scuola che frequenta e passa un week end nella sua città senza dire ai genitori di esserci tornato (la scuola si trova fuori città). Non sto qui a dirvi cosa farà e cosa non farà in quei giorni: vi basti sapere che non succede mai nulla che sia degno di nota. Mi chiedo dove sia la parte interessante della vita di questo ragazzo. Gli adolescenti, di norma, non sono affatto interessanti; sono pessimi! E quelli davvero interessanti… mai visti in un libro! E se qualcuno di voi invece ha vissuto questa elettrizzante esperienza, mi consigli pure il libro, lo leggerò con smisurato piacere.

Bene, insomma è chiaro che questo libro non mi è piaciuto, quindi non ve lo consiglio. Ma non mi fermo qui. Questo post nasce più che altro per darvi un consiglio: quando scegliete e poi quando leggete un libro, cercate di farlo in libertà. Provate a liberarvi dei preconcetti, delle scritte sulle copertine che vi informano dei milioni di copie vendute o di quanto abbia sconvolto l’America, l’Italia, o qualunque altro paese. Scrollatevi di dosso le opinioni dei critici letterari, le etichette di “capolavoro” e di “libro rivelazione”. Leggete per il piacere di farlo, e non abbiate paura di dire che un libro vi ha fatto schifo anche se è un classico della letteratura.

Buon lettura!

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Oceano mare

oceano mare“Nel cerchio imperfetto del suo universo ottico la perfezione di quel moto oscillatorio formulava promesse che l’irripetibile unicità di ogni singola onda condannava a non essere mantenute.  Non c’era verso di fermare quel continuo avvicendarsi di creazione e distruzione. I suoi occhi cercavano la verità descrivibile e regolamentata di un’immagine certa e completa: e finivano, invece, per correre dietro alla mobile indeterminazione di quell’andirivieni che qualsiasi sguardo scientifico cullava e derideva”.

(Alessandro Baricco)
(da: “Oceano mare”)
(Alessandro Baricco)
(da: “Oceano mare”)

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Dello stesso autore:

Questa storia

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Fatti al cubo

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fatti al cubo 1

fatti al cubo 2

articolo fatti al cubo

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L’arte

oscar-wilde“L’arte trova la propria espressione all’interno, e non all’esterno di sè stessa. Essa non va giudicata secondo alcun criterio esterno di somiglianza. È un velo, piuttosto che uno specchio. Ha fiori sconosciuti a qualsiasi foresta, uccelli che nessun bosco possiede. Fa e disfa molti mondi, e può tirar via la luna dal cielo con un filo scarlatto. Sue sono le “Forme più reali dell’uomo vivo”, e i suoi grandi archetipi di cui le cose che hanno esistenza non sono che copie incompiute. Può operare miracoli a piacere, e quando evoca mostri dal profondo, questi vengono. Può far fiorire i mandorli d’inverno, e mandare la neve sul grano maturo. Alla sua parola il gelo posa il dito argenteo sulla bocca ardente di giugno, e i leoni alati escono striscianti dalle cavità dei colli lidii. Le driadi si affacciano dal boschetto al suo passaggio; e i bruni fauni le sorridono in modo strano quando viene loro vicina. Ha dèi dal volto di falco che la venerano, e i centauri le galoppano al fianco”.

(Oscar Wilde)
(tratto da: “La decadenza della menzogna”)

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Dello stesso autore:

– L’arte (2)
– Vita nuova
– Se non avessimo amato

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