La differenza

oca selvaticaPenso e ripenso: – Che mai pensa l’oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.

Salta, starnazza, si rituffa gioca:
né certo sogna d’essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l’armi corruscanti della cuoca.

– O papera, mia candida sorella
tu insegni che la Morte non esiste:
solo si muore da che s’è pensato.

Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Che l’esser cucinato non è triste,
triste è il pensare d’esser cucinato.

(Guido Gozzano)

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Dello stesso autore:

Parabola
L’altro

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Parole: istruzioni per l’uso

parole - istruzioni per l'usoNel corso della nostra esistenza ci facciamo spesso delle domande, ci rispondiamo, e poche volte abbiamo occasione di appurare se la nostra risposta era quella giusta. Io, per esempio, non avevo idea della mole enorme di persone che cercano su internet istruzioni per scrivere poesie o romanzi. All’inizio restavo basita e mi dicevo: “Ma scrivere poesie non è come montare un mobile dell’ikea!” ma poi pian piano ho capito che la libertà è una caratteristica caratteriale, e che come tale non è in possesso di tutti.

“Come scrivere una poesia”, digitano molti utenti nei motori di ricerca… la mia risposta è: SCRIVI E BASTA! Scrivi e fregatene delle regole, scrivi e stop, basta, fine, game over. Viviamo immersi in un pantano di regole, alcune giuste e altre meno, ma vogliamo davvero essere rinchiusi in uno schema e farci spiegare dai libri di scuola come vivere, come scrivere, come creare arte? La spontaneità si è smarrita tra le chiacchiere di chi crea surrogati d’arte a tavolino? Utenti in cerca di istruzioni, non è così che imparerete a scrivere! L’arte non ha istruzioni, solo qualche tecnica che si può imparare, ma che non basta per creare qualcosa di speciale.

Mettete voi stessi in quello che fate, lasciate da parte le regole, liberate la vostra creatività prigioniera delle regole che tanto cercate, e scrivete! Cosa avete da perdere? Le regole non prenderanno vita per corrervi dietro e punirvi perché le avete ignorate, e guadagnerete il piacere di fare Dio con le parole, di posizionarle nell’ordine che più vi aggrada, di manipolarle e sconvolgerne l’ordine, di creare dal bianco di una pagina vuota un intero mondo; il VOSTRO mondo!

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La prima recensione di: “L’oblio della ragione”

l'oblio della ragione - edizioni del poggioLa cosa più bella che può capitare ad uno scrittore, specie se sconosciuto, è avere il pubblico dalla sua parte. Al diavolo le case editrici, a quel paese critici, professori, e tutta la risma della “gente che conta”. Il parere dei lettori è importante, e quando le tue parole hanno raggiunto il ventenne come il sessantenne, quando ti senti dire che sai coinvolgere e che il tuo prossimo libro è atteso con ansia, allora sai che hai raggiunto un traguardo di cui puoi andare fiero.

Con fierezza vi presento la prima recensione del mio libro apparsa in rete. Si tratta dell’opinione di un lettore, un lettore come altri; una persona comune il cui parere è di vitale importanza. Lo ringrazio anche qui per le belle cose che ha scritto e vi propongo la sua recensione.

Per chi non ha letto il libro: non ci sono anticipazioni del finale, ma sono raccontati i primi fatti presenti nei racconti. Se vi piace leggere senza alcuna anticipazione, non leggetela, sennò, buona lettura e…alle prossime recensioni!

http://www.pausalibro.it/modules/myReviews/detailfile.php?lid=368

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I miei post sul web

riaprire il fuoco

Salve a tutti,

oggi vi segnalo “Non è impossibile farcela, e io ne sono la prova”,un mio post pubblicato su “Riaprire il fuoco”, sito su cui vi ho già indirizzato alcuni giorni fa parlando della casa editrice “Il filo”.

Se poi avete voglia di leggere altri miei post pubblicati in giro per il web, potete leggere questo:

Barricate difensive

e questo:

Vi consiglio un film

Se volete lasciare commenti, per favore fatelo nei rispettivi siti, sarà un piacere per i rispettivi webmaster.

Buona lettura e buona domenica a tutti.

P.S. Trovate i link permanenti di questi post nella sezione: “Parlano di me”.

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Tutto il resto è…

chiuso per sonnoSerata di presentazione di un libro.

Immaginate la scena: sala conferenze di una piccola biblioteca di una piccola città. Capienza: circa 100 posti. Posti occupati: 20, e solo  perché sono generosa! Età media dei presenti (che conta anche me che ho 23 anni): 60. Se poi aggiungete dei relatori prolissi e poco concentrati sul libro da relazionare e una discussione che scivola sulla politica creando uno spiacevole e ridicolo scambio di vedute tra i relatori, il gioco è fatto: la noia, signori, è assicurata! Noia, noia, noia. E tutto il resto? Tutto il resto è un “Te l’avevo detto” che ha avuto un suo perché.

Tempo fa qualcuno che sapeva il fatto suo mi diceva: “Guarda che qui le presentazioni dei libri vanno così: non viene un’anima!” E io rimanevo perplessa e mi dicevo: “Ma quando c’è il sindaco o altre personalità verrà molta gente!”… E invece no! Nel caso in questione c’erano anche le personalità, ma non c’era un’anima. Pensate che il mio accompagnatore ad un certo punto mi ha detto a bassa voce: “Ce la filiamo?”  Mi è venuto da ridere e mentre mi trattenevo (ero in prima fila), ho ricordato i tempi in cui andavo a scuola: le ore interminabili passate a sorbirsi le ramanzine di professori frustrati e dover al contempo mantenere un’espressione interessata. Poi mi sono detta: “Sai che c’è? Non ho più sedici anni, ora posso alzarmi e andarmene!”, ma prima che potessi mettere in atto questa vendetta trasversa, è finita!

Ah, la noia… devo dire che non mi mancava affatto; chi ha il tempo di annoiarsi oggigiorno? Poi sono anche giunta alla conclusione che non facendo presentazioni con i mezzi che avevo, non ho perso nulla! In conclusione, secondo me lo scrittore non ha venduto nemmeno una copia del libro, e a giudicare dalla sua faccia, si è annoiato pure lui!

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Edizioni Il filo

libri_11L’Italia, io lo so bene, è un paese in cui le case editrici non mancano di certo. Tra questo dato di fatto e la realtà del difficile traguardo della pubblicazione SENZA CONTRIBUTO, non posso non avvertire tutti gli aspiranti scrittori della verità su una certa casa editrice. Se amate scrivere (ma anche se semplicemente frequentate siti di case editrici o siti letterari), prima o poi sarete incappati in un annuncio del genere:

Proponi la tua opera alla casa editrice pià premiata d’Italia
www.ilfiloonline.it

La casa editrice “Il filo” ha proposto anche a me più volte la pubblicazione. Credendo di partecipare ad una sorta di concorso letterario, ho inviato del materiale che è stato valutato positivamente. Solo sfogliando il contratto mi sono accorta di aver perso tempo: quello che sembrava un annuncio per un concorso letterario era in realtà un modo per trovare nuovi polli da spennare.

“Il Filo” è una casa editrice a pagamento, e non ci piove. Se telefonate, contratto alla mano, per chiedere: “Ma perché mi chiedete di contribuire?” vi si risponderà che è politica della casa editrice e che TUTTI i loro contratti sono a pagamento. Al di là della mia opinione, io non credo che il problema sia la scelta di chiedere contributi, quanto la poca chiarezza e la continua e massiccia pubblicità  tendenziosa (per approfondire, leggete qui). Insomma, perché negli annunci non è specificata la natura dell’azienda? Questo post ha lo scopo di avvertirvi di non perdere tempo: se trovate annunci delle edizioni “Il filo” che pubblicizzano dei concorsi per autori esordienti, sappiate che vi chiederanno soldi.

Vi consiglio anche di dare un’occhiata qui, troverete un post interessante e l’ordinanza di un giudice della magistratura di Bologna che ha respinto il ricorso della casa editrice, la quale accusava il blog su cui vi ho appena indirizzato, di esprimere concetti falsi e lesivi dell’immagine e degli interessi de “Il filo”.

Querele a destra e a manca, ordinanze e diffide; la rete è piena di editori che non hanno nulla di meglio da fare se non limitare la libertà di bloggers e utenti che vogliono solo dire la verità. Non vogliamo la luna, non chiediamo che tutti gli editori investano sugli autori esordienti, non pretendiamo nemmeno che prendano a cuore la cultura italiana e amino i libri, sappiamo che questo sarebbe davvero chiedere troppo. In realtà chiediamo solo una cosa: ONESTÀ.

Vi sembra troppo?

P.S. Aggiornamento del 17-12-2009: La casa editrice “Il filo” è ora nota come “Gruppo Albatros”.

Aggiornamento del 31 maggio 2010, nel post 1° giornata nazionale contro l’editoria a pagamento interessanti informazioni su come il Gruppo Albatros selezioni le opere letterarie da pubblicare.

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Reincarnazione

reincarnazioneLe opinioni sui libri sono spesso contrastanti. Il gusto, si sa, è personale, e quello che per me è terribile può essere splendido per altri. Il mio criterio è molto particolare, ma nel caso specifico si potrebbe sintetizzare così: secondo me per fare un buon libro non basta la storia. Nel caso del libro di cui vi parlo ora, c’è a malapena quella. Reincarnazione, di M.J. Rose è un pessimo libro. Avete presente gli Harmony, quei libricini da edicola in cui il personaggio ha sempre “il mento sfuggente” o “lo sguardo appassionato”? Ebbene, eccoci qua. Reincarnazione è stato scritto da una che di Harmony se ne intende: tutti gli altri suoi libri hanno titoli come Ossessione perversa o L’alfabeto dei sensi, e a giudicare da quello che ho appena letto, il suo modo di scrivere è banale e noioso, i dialoghi per niente credibili e i personaggi tutti uguali.

Gli eventi prevedibili e la storia che cerca di emulare l’intreccio di Il codice da Vinci senza riuscirci, rendono questo libro assolutamente scadente.

Ve lo sconsiglio, e in più aggiungo che anche se do sempre una seconda possibilità, questa volta davvero no! Non leggerò altro di M.J. Rose.

Buona navigazione a tutti!

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Notizie straordinarie da un altro pianeta

notizie straordinarie da un altro pianetaNotizie straordinarie da un altro pianeta è una raccolta di racconti di Hermann Hesse composta da tre storie che potrebbero quasi definirsi fiabe. Hesse ha scritto ottimi libri (vi consiglio Narciso e boccadoro e Siddharta) ma in questi racconti non dà il meglio di sé.

Il primo, che dà il titolo al volume, narra la storia di un mondo in cui la violenza non esiste, ma una sciagura mette in difficoltà la popolazione. Ci sarà un viaggio (tematica ricorrente nei libri di Hesse) con morale al termine, ma questa morale non mi ha affatto soddisfatta… Ottimo spunto, ma poco sviluppato. Il secondo, Augustus è quello che ho preferito e che più degli altri due può considerarsi una fiaba. C’è un bambino nato nella sfortuna, un vecchio con misteriosi poteri e uno strano destino che attende il protagonista. La morale (che non vi svelo) è bella e il racconto funziona. Il terzo, Sequenza di sogni è un’accozzaglia di personaggi e stranezze che sfilano davanti agli occhi del lettore davvero come nella sequenza di un sogno, o meglio di tanti sogni messi insieme. Confuso e disorientante, non rende abbastanza.

Vi consiglio questo libro solo per Augustus, e vi lascio invece con una frase tratta da: Sequenza di sogni; una frase che è l’essenza stessa di questo grande scrittore.

Buona lettura!

“Quanta notte c’è intorno a noi! Per quante paurose, difficili, tormentose vie andiamo, va’ profonda nel pozzo la nostra anima perduta, povero eterno eroe, eterno Odisseo! Ma noi andiamo, andiamo, ci chiniamo e guadiamo, nuotiamo nel fango rischiando di soffocare, ci arrampichiamo per pareti lisce e spietate. Piangiamo e ci disperiamo, ci lamentiamo impauriti e urliamo di dolore. Ma continuiamo ad andare, andiamo e soffriamo, andiamo e ci apriamo la strada a morsi.”

(Hermann Hesse)
(da: “Notizie straordinarie da un altro pianeta”)

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Dello stesso autore:

Amore (poesia)
Leggermente come le gondole (poesia)
Sono una stella (poesia)
Senza di te (poesia illustrata da Federica Faggiano)
Ricordo (poesia)
Spesso la vita è (poesia)
Narciso e Boccadoro (recensione ed estratti)

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Le interviste fioccano!

scrittori-emergenti1

Piovono interviste dal cielo! 🙂 Ma no, è solo che non sto ferma un attimo e lascio tracce di me dappertutto, un po’ come un gatto che segna il territorio. Io non ho i suoi sistemi, eh, sia chiaro! Eccovi, insomma, un’altra intervista, dieci domande a cui ho risposto e che trovate qui:

http://www.scrittoriemergenti.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2944&Itemid=2

Chi non ha letto le altre tre interviste e vuole provvedere, trova i link  nella sezione “Parlano di me”.

Buona lettura!

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Ho paura

Hho paurao paura. La sera è grigia e la tristezza
del cielo si apre come una bocca di morto.
Il mio cuore ha un pianto di principessa
dimenticata nel fondo di un palazzo deserto.

Ho paura. E mi sento così piccolo e stanco
che rifletto la sera seza meditare su lei.
(Nella mia testa non deve entrare un sogno
così come nel cielo non è entrata una stella).

Tuttavia nei miei occhi una domanda esiste
e c’è un grido nella mia bocca che la mia bocca non grida.
Non v’è orecchio sulla terra che che oda il mio lamento triste
abbandonato in mezzo alla terra infinita!

L’universo muore d’una calma agonia
senza la festa del sole o il crepuscolo verde.
Agonizza Saturno come una pena mia,
la terra è un frutto nero che il cielo morde.

Per la vastità del vuoto vanno cieche
le nubi della sera, come barche perdute
che nascondessero stelle spezzate nelle loro stive.

E la morte del mondo cade sopra la mia vita.

(Pablo Neruda)

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Dello stesso autore:

– Il gatto
– Come dorme un gatto
– Questa volta lasciami essere felice
Ode al gatto
Chiedo silenzio

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